sabato 29 ottobre 2022

L'importanza di essere visti

 Breve introduzione alla teoria dell'attaccamento

Ci sono difficoltà emotive difficili da esprimere a parole, che tendono a condizionarci soprattutto nelle nostre relazioni affettive. Sono radicate in una fase del nostro sviluppo nella quale imparavamo col corpo, non con parole.

In questo incontro divulgativo gratuito illustreremo la teoria dell’attaccamento e l’impatto che ha avuto nella comprensione di queste difficoltà emotive.

 Giovedì 10 novembre 2022 alle ore 20.00

presso Erboristeria Officina del Naturale, viale Garibaldi 2 Mestre

Ingresso libero

Per informazioni e prenotazioni contattare l’Erboristeria al 329 5985591

Trovare rifugio nel corpo

Una risposta allo stress della vita quotidiana

Lo stile di vita odierno ci sottopone ad un’enorme quantità di stimoli e per questo ci induce molta ansia.


È opinione comune che quest’ansia ci faccia male. In realtà non è del tutto vero. Certo è sano, dove ci è possibile, ridurre igienicamente gli stimoli ansiogeni nella nostra vita, ma a farci male davvero è l’ansia che trascuriamo, della quale non sappiamo o vogliamo occuparci.


Questo workshop vuole essere un’introduzione all’esperienza corporea come base sicura per affrontare, metabolizzare l’ansia che inevitabilmente ogni giorno della nostra vita porta con sé.
Perché ogni minuto di ansia trascurata è un minuto di vita non vissuta.

Sabato 19 novembre 2022 dalle 10.30 alle 17.30

presso Spazio GEM via Canova 13, Feletto Umberto - Udine

 Il workshop introduce i partecipanti alle tematiche e alle metodologie didattiche della seconda edizione del Master "Il corpo nella relazione" di I.P.SO. che partirà a Udine in gennaio del 2023.

Per informazioni ed iscrizioni potete:

- scrivere a segreteriaudine@biosofia.it; oppure...

- telefonare al 329 15 90 288.

mercoledì 28 settembre 2022


Ricomincio con le mie attività di gruppo, e la prima è il corso sul linguaggio del corpo presso l'Università Popolare F. Petrarca di Borbiago.

Perché seguire il corso sul Linguaggio del Corpo all’UniPop Borbiago?

Perché, come ben detto da Alexander Lowen, “Non esistono parole più chiare del linguaggio del corpo, una volta che si è imparato a leggerlo”!

Il linguaggio non verbale, infatti, comunica molto più delle parole: soprattutto quando parliamo di emozioni, non possiamo limitarci alla sola comprensione della comunicazione verbale (le parole pronunciate) ma dobbiamo anche considerare la comunicazione non verbale (quella legata al corpo e alla mimica facciale) e la comunicazione paraverbale (tono, volume, ritmo della voce …).

A chi è rivolto

Il corso è rivolto a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza della psicologia nei suoi aspetti legati al corpo e alla comunicazione: interpretare correttamente il linguaggio del corpo, in primis, permette a noi stessi di assumere l’atteggiamento corporale più incisivo per ottenere il massimo dalla nostra comunicazione verbale nelle varie situazioni. È indifferente che avvenga durante un colloquio di lavoro o tra amici!

Obiettivi del corso

Il corpo parla un suo linguaggio che la moderna psicologia clinica sta imparando a decifrare. Alcune caratteristiche della personalità si possono vedere ad occhio nudo, se l’occhio è allenato a notarle. In questo corso impareremo alcuni meccanismi basilari che traducono lo psichico nel somatico, vedremo i tratti somatici delle cinque personalità fondamentali e i principi attraverso cui leggere le emozioni nell’interlocutore. Cercheremo di avvicinarci al corpo concretamente sentito ed alle sue emozioni.

Programma dettagliato

  • La mente e la fascia
  • Respiro e grounding
  • Le 5 (6) personalità fondamentali
  • Le emozioni fondamentali e i loro segnali tipici

Propedeuticità

Nessuna

Materiale / Attrezzatura richiesti

Niente da segnalare: potrebbe essere utile un quaderno per gli appunti.

Modalità di erogazione

In presenza

Sede

Presso la Scuola F. Petrarca di Borbiago, Via Pisa 5, 30034 – Mira (VE).

Note

Saranno assegnati dei piccoli esercizi da svolgere a casa, per prendere dimestichezza con gli indicatori del linguaggio del corpo.

Suggerimenti, Siti Web, Testi di riferimento

Come sitografia, per maggiori informazioni in merito vi indirizziamo al sito dell’Istituto di Psicologia Somato-relazionale, fondato e diretto da Luciano Marchino.

Per approfondire l’argomento, vedi:

  • Luciano Marchino, Il corpo non mente, Frassinelli Editore.
  • Elizabeth Michel, Il corpo e la forma, Franco Angeli Editore.
  • Alexander Lowen, Bioenergetica, Feltrinelli Editore.
  • Wilhelm Reich, Analisi del carattere, Sugarco Editore.

Iscrizioni al Corso

Clicca qui e iscriviti.

 

giovedì 17 febbraio 2022

La mia posizione professionale e personale


 

Avviso tutti coloro che cercano informazioni su di me e sul mio lavoro che a partire dal 27 gennaio 2022 (giorno della memoria, ma credo che l'ironia sia involontaria) sono stato sospeso come psicologo dal mio albo professionale. Nel complesso poi, nonostante io sia sano, abbia sempre pagato le tasse senza escamotages, non abbia commesso crimini e abbia sempre cercato di praticare la mia professione con disciplina ed onore, stando alla legge non posso:

- utilizzare un mezzo di trasporto pubblico: bus, tram, vaporetto, metro;
- entrare in un bar o un ristorante;
- acquistare qualcosa che non sia ad un supermercato, e sul genere di acquisto si è discusso;
- entrare in un cinema, teatro, associazione culturale, scuola;
- neppure usare la toilette di un bar, qualora avessi un bisogno fisiologico;
- entrare nella filiale della mia banca o nel mio ufficio postale;
- ah, ovviamente lavorare, neppure online. Quest'ultima, beninteso, è una precauzione anticontagio.

Cose che, invece, immagino potesse fare Bernardo Provenzano durante i suoi quarantatre anni di latitanza passati... indisturbato a casa sua. Invece io condivido questo trattamento con le decine di migliaia di sanitari italiani, laureati in materie scientifiche ma trasformatisi improvvisamente in mentecatti terrapiattisti, in buona compagnia di circa sei milioni di italiani (ironico anche come certi numeri ritornino), tutti erroneamente convinti di potere, in Italia, esercitare autodeterminazione sul proprio corpo.

Mi immagino un Alessandro Barbero dell'anno 2222 che, su RAI Storia, spiega ciò che è successo giusto duecento anni prima: "Pensate la paura di morire, l'isolamento a casa, il martellamento mediatico sul numero dei morti; e poi l'idea, ripetuta da giornalisti e opinionisti a reti unificate, che tutto sommato l'autodeterminazione rispetto al proprio corpo sia da riconsiderare, data l'emergenza; e quella che chi intende fare scelte diverse è egoista; e poi francamente pericoloso; quindi stupido; alla fine disprezzabile. Sì, in fin dei conti è colpa di gente così se una sanità che ha subito tagli di bilancio da decenni fatica a reggere un'epidemia. Lilly Gruber domanda candidamente ad un ospite in collegamento se contro questi disobbedienti occorra usare il pugno duro. Nell'arco di due soli anni una malattia con un tasso di mortalità dello zero virgola e una campagna mediatica senza precedenti hanno prodotto un capovolgimento di mentalità. Per la maggioranza è ormai considerata normale l'idea di un trattamento sanitario obbligatorio universale; e tutto il negativo (morti, disagi, perdite economiche...) viene attribuito alla minoranza. Sì, c'è qualcuno della maggioranza che dice: "ma davvero serve la sesta dose, se non hanno funzionato le prime cinque?", ma lo dice sottovoce, perché ormai bisogna stare attenti anche a come si parla: si corre il rischio di rovinare la riunione di famiglia, e forse si rischia anche qualcos'altro. E' una storia che abbiamo già sentito, sempre più o meno in quel periodo...".

Il professor Barbero, spero, mi perdonerà di avergli fatto il verso.

Dubito che chi seguirà quella lezione futura avrà presente la connotazione che aveva per noi, uomini e donne del 2022, l'espressione trattamento sanitario obbligatorio, TSO. Quello che si fa a chi è incapace di decidere per sé, per un grave stato di minorità mentale. Ho paura che anche il termine universale, per allora, sarà fuori corso. Il professor Barbero del 2222 dovrà dedicare un paio di aneddoti anche per illustrare il significato che hanno avuto per noi queste parole fino al 2020. Allora, forse, la torsione di significato delle parole renderà in modo efficace la trasformazione culturale che abbiamo vissuto nel nostro paese in soli due anni.

Questa storia finirà, come ogni cosa. Purtroppo, però, una fiducia nello Stato costruita in decenni, le persone adatte in cima all'organigramma possono distruggerla in pochi mesi. Così è: per costruire ci vuole attenzione, intelligenza, pazienza; per distruggere basta andar giù di piccone, lo può fare anche un bambino e chi ne condivide la statura.

Questa storia finirà, come ogni cosa, ma chi ricostruirà la fiducia? La fiducia nello stato, nelle istituzioni, nel prossimo che ti discrimina nel non concederti il cesso per un bisogno, ma perché sta solo eseguendo gli ordini?

Questa storia finirà, e alla fine si faranno i conti, quelli veri. Si vedrà chi ci ha guadagnato e a scapito di chi. Conti che si potrebbero fare anche oggi, veramente. Ma tant'è...

Nel frattempo, mentre aspettiamo questa lezione di storia, giusto alcuni fatti:

- siero e pass sono stati introdotti con l'intenzione dichiarata a reti unificate di evitare contagi, ospedalizzazioni e morti;

- il siero genico non protegge dal contagio, non evita l'ospedalizzazione, non evita la morte (rassegnamoci);

- di conseguenza, chi possiede un pass sulla base di questo siero è libero per legge di infettarsi ed infettare, come di fatto accade sotto i nostri occhi;

- nonostante le due precedenti evidenze, l'intenzione dichiarata inizialmente giustifica, per la maggioranza, la più estesa, capillare e indefinita limitazione di libertà personale e diritti costituzionali mai avvenuta dai tempi del fascismo;

- peccato che, nonostante questo sacrificio per il bene di tutti, il nostro paese sia tra i primi in Europa quanto a contagi e morti.

Metteteli voi, questi fatti, in relazione, come esercizio di pensiero critico. Se non ci trovate una logica, provate a mettere in fila tutti gli altri punti dimenticandovi del primo e vedete se per caso una logica emerge non da ciò che si dice di voler fare, ma da ciò che si fa. "Dai loro frutti li riconoscerete" (Matteo 7, 16).

Un'ultima considerazione: un atto d'amore estorto con ricatto o minaccia si definisce stupro.

Comunque abbiate fiducia: ancora solo un'altra iniezione e andrà tutto bene.


venerdì 11 gennaio 2019

Gli dei dentro di noi

Lunedì 14 gennaio alle ore 20.00, presso la sede dell'Università Popolare di Borbiago, terrò una conferenza aperta al pubblico dedicata alla lettura dei miti in chiave psicologica. Ecco, è inevitabile: ogni volta che diciamo qualcosa non stiamo solo comunicando qualcosa riguardo ad un tema, ma stiamo anche dicendo qualcosa di noi stessi. Ad esempio, ora io vi sto invitando ad una mia conferenza aperta al pubblico. Questo non vuol dire solo che ci sarà una conferenza e che l'argomento lo trovate nella locandina qui accanto: implicitamente sto dicendo che mi farà piacere avervi ospiti (sennò me lo terrei per me), probabilmente che l'argomento mi appassiona (sennò parlerei di qualcos'altro) e che in merito ritengo di aver qualcosa da dire, eccetera... Tutte queste cose, e molto altro, le comunico mio malgrado, mi sfuggirebbero anche se non volessi comunicarle. Ciò è vero per tutti noi: un messaggio dice molto di chi lo emette, oltre alle informazioni che comunica esplicitamente; e noi non diciamo solo quello che vogliamo dire intenzionalmente, ma anche molto di più. Ecco perché dentro un racconto c'è sempre di più di quello che potrebbe sembrare a prima vista.
Questo vale anche per i miti che l'umanità si tramanda dall'antichità ad oggi. Gettando loro uno sguardo superficiale, si possono considerare residui di pensiero arcaico che non hanno più molto a che vedere con noi. Ma quando la psicologia del profondo ci aiuta a sondarne gli strati più nascosti, ecco che le vicende di Zeus, Era, Hermes, Afrodite e Odisseo acquistano significati insospettati. Tra le personalità così particolari degli dei rischiamo di trovare un nostro zio, un nostro amico, la nostra prima fidanzata... noi stessi.
Siete benvenuti.

lunedì 18 giugno 2018

La vita come compito

Essendo un amante della mitologia antica e delle sue risonanze con la moderna psicologia del profondo, è diventato parte del mio lavoro, da ormai oltre un decennio, accompagnare gruppi di persone attraverso esperienze di crescita personale utilizzando come guida del percorso storie di eroi antichi. Probabilmente questo è il motivo per cui recentemente, scorrendo con lo sguardo gli scaffali di una libreria, mi sono lasciato catturare da un titolo: "La misura eroica". Racconta l'antica avventura degli Argonauti, l'equipaggio della nave Argo capitanata da Giasone, che intraprendono un viaggio impossibile per riportare a casa il mitico Vello d'oro. A colpo d'occhio vedo che è scritto bene. Lo prendo. Pare un tipo in gamba l'autore, tale Andrea Marcolongo... ah no: si chiama Andrea, ma è un'autrice! La foto sul dorso del libro è inequivocabile.

Comincio a leggerlo e non mi stacco più finché non l'ho finito. Ogni capitolo espone una tappa dell'avventura di Giasone e dei suoi compagni, intramezzata da illuminanti considerazioni sull'etimologia delle parole greche con cui Apollonio Rodio ha raccontato la storia nel III secolo a.C. e da aneddoti di vita dell'autrice contemporanea. Anche lei di avventure sembra saperne qualcosa.

Direte voi: che c'entra?! Sì, anch'io me lo domando ogni volta che ascolto un paziente, nel pieno di una sua crisi personale, e la sua storia mi ricorda le prove che deve superare la bella e sfortunata Psiche se vuole ricongiungersi al suo Amore; o il fallimento epico di Ghilgamesh, della sua illusoria ricerca dell'immortalità; o l'eterno conflitto di valori tra il fedifrago Zeus e la moglie Era, signora dei matrimoni; o ancora l'angoscioso dilemma in cui si trova Arjuna, tra due eserciti pronti ad annientarsi l'un l'altro, due eserciti che dividono in fazioni un'unica famiglia. Storie raccontate migliaia di anni fa, in culture diversissime dalla nostra, tramandate prima da bocca ad orecchio e poi passate per papiri, pergamente e stampa laser, che sono metafore delle nostre modernissime ed apparentemente poco eroiche vite.

Ecco il valore del libro della Marcolongo: riattualizzare un antico mito come quello degli Argonauti, facendoci vedere come in realtà parli di noi, e quindi a noi. Tutti noi ci siamo trovati, adolescenti come Giasone, a scegliere se accettare di mettere in mare la nostra nave oppure rimanere inetti alla tavola di quello che era il regno di nostro padre. Tutti noi, in seguito, attraversiamo per l'ennesima volta un'adolescenza ogni volta che si prefigura nella nostra vita un bivio esistenziale, come quello che Giasone affronta di fronte alla proposta del perfido Pelia di portare a Iolco il vello d'oro. Sembra retorica da scuola superiore, ma nel mio studio ho a che fare con persone in panico per la necessità di mettere in mare la propria nave, oppure in depressione perché non lo hanno fatto quando ne hanno avuto l'opportunità, anni prima.

Il tema mitico dell'eroe ci ricorda che la vita biologica è un dono, ma la vita interiore è un compito. Quando ci ritroviamo tra le labbra la frase "perché proprio a me?" siamo vicini a questa semplice, spietata verità. Una malattia, una nevrosi, una sfortuna, sono chiamate all'avventura. Cogliere l'occasione di realizzare la propria avventura è sempre un passaggio di maturazione. Alla fine, comunque sia andata nei risultati, siamo un po' meno giovani ed un po' più adulti. Soprattutto siamo un po' meno la somma algebrica delle influenze ricevute durante l'infanzia e un po' più noi stessi.

giovedì 3 agosto 2017

Che cos'è la psicoterapia? Per radio, in dieci minuti...



Questo luglio Radio Venezia mi ha contattato per propormi un'intervista radiofonica. Nulla di meglio per solleticare il mio narcisismo! Ma anche una sfida per me: a parte una brevissima occasione diversi anni fa, nella quale però non ero io al centro dell'attenzione, non ho mai fatto radio. Questa volta avrei dovuto parlare del mio lavoro e ciò poteva diventare un'occasione per avvicinare le persone alla cura di sé. Ancora oggi in Italia molte persone, pur avendo il bisogno di occuparsi di sé, si tengono lontani da tutto ciò che suona "psico-qualcosa", nella convinzione che andare dallo psicologo significhi essere matti. Presentare la psicoterapia nel suo senso etimologico di "cura di sè" è uno dei grandi compiti che spettano allo psicoterapeuta in questo momento storico. Non ero affatto sicuro di essere in grado di dare uno stimolo in questo senso attraverso dieci minuti di radio, ma ci ho provato. Giudicate voi quanto ci sono riuscito.